Bomba carta contro la sede Poste di Napoli: paura in strada

Nel pomeriggio di venerdì 3 febbraio una forte esplosione in strada a Napoli ha creato panico e paura tra la folla. Una bomba carta contro la sede delle Poste Centrali ha fatto temere il peggio. Gli aggiornamenti e le piste seguite dalle forze dell’ordine. 

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Sede Poste Italiane (da Instagram – newsweb24.it)

Attimi di paura nella giornata di venerdì 3 febbraio a Napoli. In pieno centro è esplosa una bomba carta contro la sede delle poste centrali. Erano le ore 13.15 quando una forte deflagrazione ha fatto temere il peggio alla folla, che ha temuto si potesse trattare di un esecuzione della criminalità organizzata o attacco terroristico.

Sul posto – via Monteoliveto – le forze dell’ordine hanno isolato l’area cominciando le indagini, escludendo in prima istanza la pista camorristica. La tensione in città ha raggiunto livelli di guardia, e si teme adesso si possa trattare di matrice anarchica anche se al momento non c’è stata nessuna rivendicazione.

Per fortuna non vi sono stati feriti ne danni particolari alla sede di Poste Italiane, ma i Carabinieri hanno subito avviato le indagini per arrivare ad individuare i responsabili, anche grazie alle telecamere di sorveglianza che potrebbero dare qualche indizio maggiore. Una delle piste che si stanno ipotizzando è quella di matrice anarchica.

Bomba contro Poste Italiane: si teme la matrice anarchica

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Sede Poste Italiane (da Facebook- newsweb24.it)

Tra le varie ipotesi delle forze dell’ordine, resta quella più accreditata che porta alla matrice anarchica. Tante le polemiche nelle scorse ore derivanti dal caso Alfredo Cospito con la detenzione del terrorista al regime carcerario del 41bis. C’è stato un elemento che farebbe pendere verso questa pista.

Si tratta della scritta con vernice a spray su un muretto del Centro direzionale di Napoli, a pochi passi dal Palazzo di Giustizia di qualche giorno fa “41bis = tortura” di chiara matrice anarchica. Inoltre l’esplosione della bomba si è verificata poco distante dalla caserma dei Carabinieri Pastrengo, sede del comando provinciale partenopeo.

Proprio dal caso Cospito potrebbero essere arrivati questi atti, soprattutto all’indomani della decisione di applicare nei suoi confronti il regime del carcere duro da 41bis.

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