Terremoto Turchia, c’è un italiano tra i dispersi: il suo albergo è distrutto

Si aggrava il terribile bilancio dopo il terremoto in Turchia e Siria: ci sarebbe anche un italiano tra i dispersi nell’immane tragedia. Viveva in un albergo andato distrutto nella città Kahramanmaras. Tutti gli aggiornamenti. 

Si aggrava ora dopo ora purtroppo il bilancio del terribile terremoto che ha colpito parte della Turchia e della Siria. Cresce il numero delle vittime e dei feriti per il fortissimo sisma (7.8 della scala Richter) che nella notte tra domenica 5 e lunedì 6 febbraio ha devastato vaste aree dei due paesi.

Dalle fonti internazionali si apprende che le vittime del sisma che ha colpito l’Anatolia ed il nord della Siria al momento sarebbero 3.600, numero destinato ancora a salire in quanto sono ancora tantissimi i dispersi. Tra questi ci sarebbe anche un cittadino italiano.

E’ stato il Ministero degli Esteri, intorno alle ore 21 del 6 febbraio, a lanciare la notizia. Da quello che trapela pare si tratti di una persona che viveva in un albergo raso al suolo che si trova nella città di Kahramanmaras che è stata tra quelle più colpite dal violento terremoto.

Terremoto Turchia: si scava tra le macerie. Si cerca anche un italiano disperso

italiano disperso in Turchia
Terremoto Turchia (da Pexels – newsweb24.it)

Tra i tanti dispersi dopo il violento terremoto che ha colpito la Turchia ci sarebbe anche un cittadino italiano. Lo fa sapere il ministero degli Esteri, anche se al momento non si conoscono le generalità della persona. Proprio nella città di Kahramanmaras i soccorritori stanno avendo tante difficoltà nel raggiungere il luogo del crollo dell’albergo.

In un primo momento pareva che non ci fossero italiani tra i dispersi nella zona di Kahramanmaras, poi nella serata del 6 febbraio è arrivata la nota dal ministero che ha fatto scattare le ricerche da parte anche del governo italiano.

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In contatto con le autorità turche impegnate in prima linea nelle ricerche che continuano senza sosta ormai da ore. Nel tentativo di poter estrarre dalle macerie il maggior numero di persone. E’ una lotta contro il tempo, perché anche un minuto in più potrebbe essere fatale per salvare una vita.