Cibo contraffatto, aumentano i casi: come riconoscere il falso made in Italy

Il dilagare del cibo italiano contraffatto, un vero e proprio flagello mondiale, emerge con preoccupazione nel recente Rapporto Ismea – Qualivita 2023 sui prodotti Dop/Igp, presentato da Coldiretti. Si stima che il falso “Made in Italy” abbia un valore di oltre 120 miliardi di euro a livello globale, minacciando la Dop Economy italiana.

Questo fenomeno, noto come “Italian sounding,” colpisce sei volte ogni prodotto a denominazione originale Made in Italy in tutto il mondo, sfruttando un marketing ingannevole che associa parole, immagini e richiami evocativi all’Italia.

I prodotti maggiormente taroccati

I prodotti maggiormente taroccati includono i formaggi pregiati come Parmigiano Reggiano e Grana Padano, i salumi prestigiosi come Parma e San Daniele, gli oli extravergini d’oliva, le conserve come il pomodoro San Marzano e i rinomati vini come Chianti e Prosecco.

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Questa contraffazione, perpetrata principalmente da paesi ricchi come Stati Uniti, Russia, Australia e Germania, crea non solo una perdita economica ma, mette a repentaglio la reputazione e il futuro delle vere eccellenze italiane. Informarsi sulla provenienza del prodotto, valutando la storia del marchio e dell’azienda. Le imitazioni spesso provengono da realtà estere che sfruttano simboli italiani per attirare i consumatori.

I suggerimenti utili per riconoscere il falso

Attenzione ai prezzi troppo al di sotto della media di mercato. La qualità ha un costo e offerte eccessivamente convenienti possono indicare compromessi sulla provenienza o sulla qualità degli ingredienti. Verificare la presenza di certificazioni che attestano l’origine e la qualità del prodotto. Queste designazioni offrono una garanzia di autenticità.

Riconoscere il falso Made in Italy richiede attenzione e discernimento. Prima dell’acquisto, è fondamentale esaminare l‘origine del prodotto, valutare il prezzo alla luce della qualità e prestare attenzione ai marchi DOP (Denominazione di Origine Protetta) e IGP (Indicazione Geografica Protetta). L’adesione a tali parametri garantisce la genuinità e la provenienza italiana del prodotto, fornendo un baluardo contro la diffusione di prodotti contraffatti che minacciano l’autenticità del Made in Italy.

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Affrontare il problema dei cibi contraffatti richiede una collaborazione a livello globale tra autorità, produttori e consumatori. Solo attraverso la consapevolezza e la scelta di prodotti autentici possiamo proteggere il patrimonio gastronomico italiano e garantire un’esperienza alimentare genuina e sicura per tutti.