Malattia X, torna la paura: l’allarme lanciato dall’OMS

Torna la paura in tutto il mondo: si parla adesso di Malattia X. Scopriamo di cosa si tratta e perché l’OMS ha lanciato un nuovo allarme. 

Nel 2018, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha incluso la “Malattia X” nell’elenco delle patologie che richiedono una particolare attenzione. Secondo quanto riportato sul sito dell’OMS, ciò riflette la consapevolezza che un agente patogeno attualmente sconosciuto potrebbe provocare una grave epidemia a livello internazionale.

Pertanto, non si tratta di una malattia consolidata, almeno per ora. Questo concetto evidenzia l’imprevedibilità delle malattie infettive emergenti, sottolineando l’importanza di una preparazione globale e di una ricerca continua. L’argomento è stato recentemente oggetto di discussione al Forum di Davos, in Svizzera, dove esperti hanno affrontato la questione sotto la guida del direttore dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus.

La lista delle malattie prioritarie dell’OMS include la Malattia X insieme a Covid, febbre emorragica Crimea-Congo, malattia da virus Ebola e malattia da virus Marburg, febbre di Lassa, Sindrome respiratoria del Medio Oriente coronavirus (MERS-CoV) e sindrome respiratoria acuta grave (SARS); Nipah e malattie da henipavirus; febbre della Rift Valley e Zika.

Cosa ci dice l’OMS: lo scenario possibile

“Concentrarsi sulla ricerca e lo sviluppo di contromisure contro gli agenti patogeni e le famiglie di virus prioritari è fondamentale per una risposta rapida ed efficace alle epidemie e alle pandemie. Senza investimenti significativi in ricerca e sviluppo prima della pandemia di COVID-19, non sarebbe stato possibile sviluppare vaccini sicuri ed efficaci in tempi record”, ha dichiarato il dottor Michael Ryan, direttore esecutivo del Programma per le emergenze sanitarie dell’OMS.

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Il dibattito al Forum di Davos si è concentrato su “nuovi sforzi necessari per preparare i sistemi sanitari alle molteplici sfide future. “La pandemia influenzale del 1918-1919 ha causato la morte di almeno 50 milioni di persone in tutto il mondo, il doppio rispetto alle vittime della prima guerra mondiale”.

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“Oggi, potremmo affrontare un bilancio simile a causa di uno dei numerosi virus già esistenti. Attualmente, ci sono più virus che si replicano e mutano attivamente di tutte le altre forme di vita sul nostro pianeta messe insieme”, ha spiegato Kate Bingham, che ha guidato la task force sui vaccini del Regno Unito, come riportato da Il Messaggero.