Una nuova Pompei in Italia: meraviglie tutte da scoprire

In Italia esiste una nuova Pompei tutta da scoprire: un sito archeologico che merita di essere vissuto con tutte le sue bellezze assolute. 

In Italia esiste esiste una nuova realtà archeologica chiamata la “Pompei della Puglia”. Ci riferiamo al sito di Herdonia, oggi noto come Ordona, situato tra il tavoliere e i Monti Dauni, nella provincia di Foggia. Quest’antica città di epoca romana, casualmente scoperta su una collina nel lontano 1962 dall’archeologo belga Joseph Mertens, ha avviato un percorso di indagine in una zona mai esplorata in precedenza.

Nel 1993, un team italiano, guidato da Giuliano Volpe, archeologo e rettore emerito dell’Università di Foggia, si è unito al team belga. Gli scavi hanno portato alla luce i resti della città romana, compresi il percorso delle mura cittadine, i ruderi di due templi, una basilica, il foro, il mercato, le terme e un anfiteatro di dimensioni ridotte, oltre all’area residenziale delle domus.

Sorprendentemente, tutto ciò si conserva ancora in modo eccellente. All’esterno delle mura è stata rinvenuta anche una vasta necropoli. Dai reperti emersi, sembra che l’antica Herdonia rivestisse un ruolo di notevole importanza nel suo periodo di massimo splendore, fungendo da centro prospero per il commercio.

In quell’epoca, l’intera zona era conosciuta come “il granaio d’Italia”. Durante l’età imperiale, era attraversata da una delle principali vie romane, la via Minucia, successivamente rinominata via Traiana, un’antica autostrada che collegava Benevento a Brindisi, aprendo un passaggio verso la Grecia e il mondo conosciuto all’epoca. Questa via rimase in uso fino al Medioevo ed è ancora percorsa nella sua sezione appenninica, con chiari segni delle ruote dei carri incisi sulle pietre.

Storia e cultura in un sito tutto da scoprire

Teatro di due decisive battaglie durante la seconda guerra punica, Herdonia commise l’errore di allearsi con Annibale, schierandosi contro Roma insieme ad altri Comuni della Daunia. Questa scelta le costò cara, e al termine della guerra la popolazione fu deportata.

Nel Duecento, il luogo divenne una delle residenze di caccia di Federico II di Svevia. Nel tardo medioevo, subì un graduale abbandono, venendo definitivamente disabitato intorno al XIV-XV secolo. Solo qualche secolo dopo, grazie all’iniziativa di re Ferdinando IV di Borbone, iniziò un processo di ripopolamento mirato a riqualificare l’intera area agricola del tavoliere meridionale. Tuttavia, nonostante gli sforzi di un’associazione locale che organizza eventi storici e teatrali di successo, la “Pompei” dimenticata fatica a emergere tra i luoghi di interesse turistico.

L’attuale stato di incuria e abbandono sta provocando danni irreparabili a quanto emerso negli anni Sessanta. La vegetazione ha riconquistato l’area, mentre gli affreschi precedentemente restaurati necessitano urgentemente di nuovi interventi. Per attirare l’attenzione sulla situazione, la popolazione locale ha proposto gli scavi archeologici di Ordona come candidati ai “Luoghi del cuore” del FAI.

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