I benefici del porridge a colazione: attenzione alle avvertenze

Il porridge presenta tanti benefici per la salute, ma occhio alle avvertenze nel consumo di questo alimento in alcune circostanze. Scopriamo quali. 

In Italia, l’abitudine “British” di consumare colazioni nutrienti a base di fiocchi d’avena ha preso piede, e sempre più persone stanno apprezzando i benefici di questa pratica. Il porridge, una preparazione morbida e sottile cotta con latte o acqua, spesso realizzata con fiocchi d’avena, è noto anche come Oat meal in America.

L’origine di questa ricetta risale ai paesi del Nord Europa e dell’Europa dell’est, dove la colazione tradizionalmente è stata più consistente, e l’avena è stata scelta per soddisfare i bisogni nutrizionali. Oltre al suo apporto di carboidrati, va sottolineato il valore della fibra, fondamentale per la salute intestinale. Nei paesi freddi, dove la disponibilità di frutta e verdura fresca può essere limitata, l’avena diventa un alimento essenziale grazie al suo contenuto di fibra, che si attesta intorno ai 9 g per 100 g di prodotto.

Dal punto di vista nutrizionale, la farina d’avena fornisce circa 370 kcal per 100 g, con 67 g di carboidrati, 8.0 g di proteine e 7,5 g di grassi. Ciò che distingue l’avena è la presenza di GLA (Gamma Linolenic Acid), un acido grasso omega-6 considerato “anti-infiammatorio”.

I fiocchi d’avena sono anche ricchi di beta-glucani, che contribuiscono a ridurre il colesterolo e i trigliceridi. Per i corridori, il porridge rappresenta un’ottima fonte di carboidrati con un medio indice glicemico, mantenendo la glicemia più stabile grazie al contenuto di fibra e proteine, a differenza di altri cereali.

Preparazione dei fiocchi d’avena e importanza delle scelte alimentari

La preparazione dei fiocchi d’avena inizia con l’avena intera schiacciata, mantenendo tutte le parti tranne il guscio, che diventa la crusca d’avena con un alto contenuto di fibra. La dimensione dei fiocchi, che può variare, influisce sulla consistenza finale del porridge, con quelli più grandi che risultano più gommosi e quelli più piccoli più croccanti.

La versatilità del porridge permette di adattarlo alle esigenze alimentari individuali. Per coloro che devono correre subito dopo la colazione, è consigliabile evitare un’eccessiva presenza di fibra, proteine e latte. Una versione leggera con acqua e frutti di bosco, magari addolcita con miele o sciroppo d’acero, può essere un’opzione preferibile.

Dopo l’attività fisica, si possono sperimentare molte varianti, come l’aggiunta di frutta come la banana o l’integrazione di proteine in polvere, sia di derivazione animale che vegetale. Nel caso delle proteine vegetali, è consigliabile optare per un blend per assicurare una sintesi proteica efficace nei muscoli.

Sebbene sia comune leggere di atleti di alto livello che fanno colazione con l’avena, è importante adattare le scelte alimentari alle proprie esigenze specifiche. Il porridge può essere un ottimo alleato per i corridori, ma è essenziale considerare il contenuto di carboidrati in base alle diverse attività programmate.

Per un allenamento lungo, una colazione ricca di carboidrati prima e/o dopo può essere appropriata, mentre per un lavoro lipidico o sessioni di ripetute, è consigliabile evitare eccessi che potrebbero rallentare la digestione e causare disagi durante la corsa.

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