Un museo a cielo aperto: il borgo italiano tra storia e cultura

In Italia c’è un borgo che è un vero museo a cielo aperto: sono migliaia i turisti che rimangono affascinati da questo luogo magico che riporta indietro nel tempo. Andiamo a scoprirlo. 

Nascosto tra le vette delle Prealpi lombarde, sorge un affascinante villaggio di pietra celebre per essere uno dei più suggestivi centri dipinti d’Italia: Arcumeggia, situato nella provincia di Varese. Le sue case costituiscono una vera e propria galleria a cielo aperto, impreziosita da numerosi affreschi eseguiti con la tecnica dell’affresco.

L’itinerario consigliato si snoda attraverso i suggestivi vicoli del borgo, incastonato nel cuore della montagna a quasi 800 metri d’altitudine. Camminare lungo gli antichi ciottoli offre un’esperienza fuori dal tempo, consentendo di immergersi nell’atmosfera unica di questo luogo.

Arcumeggia vanta circa 150 dipinti, ciascuno realizzato da artisti diversi come Sassu, Montanari, Migneco, Salvini, Usellini e Brindis. Ogni opera, con il suo soggetto unico, narra la storia del borgo, intrecciandosi con le tradizioni, la natura e persino i miti del territorio. Questo patrimonio pittorico, considerato il più significativo d’Italia, testimonia la grandezza del borgo in rapporto alle dimensioni e alla qualità degli artisti coinvolti, nonché all’inizio dei lavori.

La storia del borgo di Arcumeggia

Il nucleo originario di Arcumeggia, di matrice medievale, ha mantenuto la sua vocazione rurale nel corso dei secoli. L’architettura tipica della zona si riflette nei suoi stretti vicoli, disposti seguendo le curve naturali del terreno e orientati per sfruttare al meglio l’esposizione solare.

Dopo un periodo di popolazione fitta fino ai primi decenni del Novecento, il borgo conobbe un graduale abbandono successivo alla Seconda guerra mondiale, quando l’industrializzazione e nuovi stili di vita spinsero le famiglie a cercare nuove destinazioni. Tuttavia, negli anni ’50, Arcumeggia conobbe una trasformazione straordinaria grazie alla manifestazione “Pittori in vacanza”.

In quella occasione, alcuni tra i più illustri artisti italiani contemporanei arrivarono per dipingere le pareti esterne delle case del borgo, trasformandolo in una mostra all’aperto di affreschi. L’architetto varesino Bruno Ravasi fu probabilmente l’artefice dell’idea di creare una galleria all’aperto dell’affresco, realizzando quadri nei telai da murare in nicchie apposite sulle facciate delle abitazioni.

Il borgo non è solo un museo all’aperto, ma anche un centro d’arte vivo. La Casa del Pittore conserva bozzetti e prove degli affreschi, oltre a ospitare corsi estivi di pittura organizzati dall’Accademia di Belle Arti di Brera. La “Via degli Allievi” espone le opere degli studenti delle Accademie di Belle Arti, mentre accanto alla chiesa si trova una Via Crucis con stazioni affrescate da undici artisti diversi.

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