Banche, tremila comuni senza sportelli in Italia: cosa sta succedendo

Banche, tremila comuni senza sportelli: cosa sta accadendo in Italia e perché gli istituti di credito stanno facendo questa scelta. 

Il panorama bancario italiano ha subito un’ulteriore trasformazione nel corso del 2023, segnalando una preoccupante diminuzione delle istituzioni finanziarie sul territorio nazionale. Questa volta, la tendenza si concentra sulla chiusura progressiva di numerose filiali, un fenomeno che sta colpendo sia i piccoli Comuni che i centri urbani più grandi, generando notevoli disagi per i residenti.

Nel corso dell’ultimo anno, ben 823 filiali fisiche hanno abbassato le saracinesche, lasciando un vuoto di servizi in 3.300 Comuni e coinvolgendo un totale di 4 milioni e 373mila persone. Questi dati allarmanti emergono dall’analisi condotta dall’Osservatorio sulla desertificazione bancaria, che ha evidenziato un incremento significativo delle difficoltà per i clienti in diverse Regioni italiane.

Tra le zone maggiormente interessate si trovano Marche, Abruzzo e Lombardia, sebbene il problema non risparmi altre aree del Paese. L’Osservatorio sulla desertificazione bancaria ha lanciato un segnale di allarme sull’andamento sempre più declinante delle filiali fisiche sul territorio nazionale.

Nel solo 2023, 823 filiali hanno abbassato le saracinesche, rispetto alle 677 del 2022. Questo si traduce in 4 milioni e 373mila persone costrette a recarsi in altri Comuni per usufruire dei servizi bancari di cui hanno bisogno, poiché le filiali nelle loro zone di residenza sono state chiuse. Una soluzione alternativa è rappresentata dall’utilizzo dei servizi bancari online, che se da un lato sono molto apprezzati dai giovani, dall’altro registrano una bassa adozione nella fascia di popolazione anziana.

Le regioni che pagano il prezzo maggiore: dove gli sportelli scarseggiano

La causa principale della diminuzione delle filiali bancarie sul territorio non è tanto da ricercare nella diffusione delle tecnologie digitali, quanto piuttosto nella volontà delle istituzioni di ridurre i costi operativi, nonostante il 2023 sia stato un anno profittevole per il settore bancario.

La concentrazione dei Comuni senza filiali si osserva in determinate aree del Paese, ma è evidente un peggioramento generale che ha causato una diminuzione complessiva del 3,9% rispetto allo stesso periodo del 2022 (da dicembre 2022 a dicembre 2023). La Regione maggiormente colpita dalla desertificazione bancaria risulta essere le Marche (-6,7%), seguita da Abruzzo e Lombardia con -5,1%.

La Sicilia mostra una diminuzione del 5%, mentre la Calabria del 4,2%. A seguire, ci sono Sardegna e Piemonte con una diminuzione del 4%, e Campania e Lazio con il 3,9%. Appena sotto la media si collocano Umbria e Toscana con -3,8%, Molise (-3,7%), e Basilicata e Liguria, entrambe con il -3,4%. Il Trentino Alto Adige registra una diminuzione del 3,2%, mentre il Veneto segna un -3%.

Le Regioni che hanno visto una minore chiusura di filiali bancarie nel 2023 sono la Valle d’Aosta (-1,5%), il Friuli Venezia Giulia (-2%), la Puglia (-2,5%) e l’Emilia Romagna con un -2,7%.

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