Disturbi social, cosa rischiano i nostri adolescenti

Nella frenesia digitale odierna, gli adolescenti trovano rifugio nei social media. Ma dietro il fascino delle interazioni online si nasconde una realtà complessa: l’attaccamento eccessivo può portare a disturbi mentali.

Lo scenario è ormai familiare, gli adolescenti incollati al loro smartphone, immersi in un mondo che scorre in formato 9:16 attraverso i social media. Secondo un rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), circa il 10% degli adolescenti è a rischio di sviluppare un uso problematico dei social media, con una particolare vulnerabilità riscontrata nelle ragazze di 13 anni, tra le quali il 40% è a rischio.

Lo studio, condotto in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), evidenzia come l’esposizione ai social possa contribuire ai disturbi mentali giovanili, tra cui l’astinenza, l’ansia da accesso costante e la difficoltà nel gestire il tempo, portando spesso alla trascuratezza di altre attività e tensioni familiari. I disturbi mentali giovanili sono una sfida crescente: depressione e dipendenze sono sempre più diffusi tra i giovani, richiedendo interventi tempestivi e supporto adeguato per il loro benessere.

Aziende accusate di progettare piattaforme per generare dipendenza nei giovani

dipendenza nei giovani
dipendenza nei giovani

Le ragazze sembrano essere più a rischio rispetto ai ragazzi, con un picco di vulnerabilità a 13, 15 e 17 anni, mentre per i ragazzi il rischio si manifesta principalmente intorno agli 11 anni, con una diminuzione progressiva fino ai 17. Tuttavia, i maschi sono più esposti ai comportamenti a rischio legati ai videogiochi, che possono diventare un rifugio per sfuggire ai sentimenti negativi.

Non sembra esserci un’incidenza significativa dello status socio-economico della famiglia, sebbene i disturbi legati ai social possano aumentare tra coloro che hanno minor benessere economico. Le aziende di social media sono state oggetto di critiche, accusate di progettare le loro piattaforme per generare dipendenza nei giovani. Recentemente, diverse città, tra cui New York, hanno intentato cause contro piattaforme come TikTok, Facebook e Instagram per i danni alla salute mentale dei minori.

Per proteggere gli adolescenti, sono necessarie azioni concrete. Campagne di sensibilizzazione rivolte ai genitori, limiti di utilizzo orario, filtri di protezione e il rispetto dell’età minima per l’iscrizione ai social media sono alcune delle soluzioni proposte dagli esperti. Le campagne di sensibilizzazione giocano un ruolo cruciale nel promuovere consapevolezza e comprensione su temi vitali come la salute mentale, l’educazione, e la sostenibilità ambientale, ispirando azioni positive e cambiamenti significativi nella società. È fondamentale un’impegno collettivo per educare e proteggere gli adolescenti da questo crescente rischio per la loro salute mentale.

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