Sciopero venerdì 8 marzo: trasporti a rischio in Italia

Lo sciopero, strumento di protesta potente e controverso, è un evento che ha radici profonde nella storia sociale e politica.

Un mezzo per ottenere miglioramenti nelle condizioni lavorative, fino alle forme più moderne di protesta, l’atto di scioperare continua a riflettere le tensioni e le disuguaglianze presenti nella società contemporanea. Il prossimo venerdì 8 marzo 2024 sarà un giorno di potenziali disagi per i viaggiatori, con lo sciopero generale di 24 ore proclamato in occasione della Giornata Internazionale della Donna.

Questo sciopero coinvolgerà lavoratrici e lavoratori di diversi settori, pubblici, privati e cooperativi, con varie organizzazioni sindacali italiane che hanno aderito alla mobilitazione, tra cui Flc CGIL, Slai Cobas, Adl Cobas, Cobas Usb, e altre ancora. I trasporti pubblici, compresi treni, autobus, metro e tram, saranno particolarmente colpiti dalla protesta.

Quando avrà inizio lo

sciopero
sciopero

con una durata di 48 ore

 

L’agitazione, programmata per durare 24 ore, influenzerà ampiamente i servizi pubblici e privati, inclusi istituti scolastici, università, strutture sanitarie e trasporti. Nel dettaglio, lo sciopero generale nazionale del personale del Gruppo FS Italiane avrà inizio dalla mezzanotte fino alle 21 del 8 marzo, con garanzia di servizi minimi durante le fasce orarie dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21, come da consuetudine di Trenitalia.

La possibilità di ritardi e cancellazioni riguarderà anche i mezzi di trasporto locali come Atm a Milano e Atac a Roma, a seconda dell’adesione dei lavoratori allo sciopero. Le modalità di adesione al movimento scioperativo variano territorialmente nel trasporto pubblico locale, quindi è consigliabile verificare le informazioni specifiche sul sito delle aziende dei trasporti.

Per molti settori, l’astensione dal lavoro è prevista per l’intera giornata, mentre per specifiche categorie professionali come i Vigili del Fuoco e il personale sanitario, gli orari di sciopero sono delineati in modo più specifico. Inoltre, è stato proclamato uno sciopero per il personale del comparto istruzione e ricerca, incluso il corpo docente universitario e il personale delle scuole non statali.

Tra le motivazioni alla base della protesta sindacale, vi è la denuncia della disparità salariale di genere ancora presente in molti settori lavorativi, si riferisce alla differenza di compensazione economica tra lavoratori che svolgono lo stesso lavoro o ruolo, basata sul genere, etnia, o altre caratteristiche personali.

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