Patrick Zaki: “I momenti più duri? I lamenti dei condannati a morte”

Patrick Zaki: “I momenti più duri? I lamenti dei condannati a morte”. Ospite a Verissimo di Silvia Toffanin, le parole dell’attivista che ha raccontato la sua terribile esperienza. 

Patrick Zaki è stato ospite nell’ultima puntata di Verissimo andata in onda domenica 18 marzo. Durante l’intervista con Silvia Toffanin, l’attivista ha condiviso il suo travagliato percorso in prigione e come ha affrontato quelle drammatiche circostanze. La sua vicenda ha catturato l’attenzione globale. Zaki è stato arrestato il 7 febbraio 2020 all’aeroporto del Cairo, in Egitto, con l’accusa di istigazione all’odio nazionale e diffusione di notizie false online.

Nel luglio 2023, ha ottenuto la grazia dal presidente egiziano al-Sisi. Dopo il suo rilascio, l’attivista ha celebrato il suo matrimonio con Reny Iskander, la sua compagna fedele durante tutto il periodo difficile. La libertà è inestimabile, intendo viverla appieno. Voglio godermi ogni istante”, ha dichiarato con determinazione.

La terribile detenzione in Egitto di Zaki

La terribile detenzione in Egitto di Zaki
La terribile detenzione in Egitto di Zaki

Le parole di Patrick Zaki hanno svelato una profonda chiamata al servizio e alla difesa delle minoranze in Egitto. Ho iniziato con lo studio di farmacia, ma ho presto capito che la mia vera missione era lottare per i diritti umani, specialmente quando ho visto la democrazia declinare nel mio Paese”, ha raccontato. Ha poi aggiunto: “Mi sento veramente a casa qui in Italia, soprattutto a Bologna. Dopo il mio ritorno, molte cose sono cambiate, e il matrimonio è stato un passo significativo. La mia compagna è stata una delle molte fonti di forza che mi hanno aiutato a superare tutto”.

Molte persone gli hanno chiesto dei suoi giorni in prigione, spingendolo a scrivere un libro (“Sogni e illusioni di libertà. La mia storia”). Ha condiviso anche il dolore di sua madre durante quel periodo. “È stato difficile per lei vedere il figlio in prigione, senza sapere come aiutarlo. Sono grato che ora stia meglio, ma è stato un percorso difficile anche per lei, ha condiviso con sincerità.

Zaki ha condiviso anche gli angoscianti momenti in carcere, soprattutto quando sentiva le urla dei condannati a morte. Ha però trovato conforto nei messaggi della sua fidanzata, trasmessi attraverso la radio durante la pandemia. “Era fondamentale per me sentire la sua voce e sapere che la mia famiglia, nonostante tutto, stava bene”, ha sottolineato, riflettendo su quanto la solidarietà abbia giocato un ruolo cruciale durante il suo periodo di detenzione.

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